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Ginecologo Luigi Langella: considerazioni cliniche

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Il gemeprost – presente nella quantità di 1 mg in candelette vaginali (Cervidil) – ed il sulprostone – in fiale da 100 e 500 mg (Nalador 100 e 500) – sono analoghi sintetici delle prostaglandine dotati di attività selettivamente miocontratturante uterina e di capacità dilatante sulla cervice.

E’ stato somministrato il Gemeprost ad un gruppo di 30 donne prenotate per intervento di IVG, applicando 1 candeletta vaginale la mattina dell’intervento alle ore 8; alla stessa ora ad un altro gruppo di 30 donne è stata praticata un’iniezione di Nalador 500. La seguente ricerca è frutto dello studio dei medici P. Giacometti e Luigi Langella ginecologo, che hanno presentato un report integralmente consultabile alla fine di questo post.

Per esigenze organizzative – vedi disponibilità di anestesisti, parasanitari e sale – comuni del resto a tanti presidi sanitari nazionali, si sono potute rilevare le risposte fino a 5 ore dalla loro somministrazione; le stesse donne, d’altra parte, manifestano precise esigenze di tempo, non essendo disposte a restare ospedalizzate per più di qualche ora per praticare un aborto.

Si è sempre praticata la revisione cavitaria dopo l’espulsione del materiale abortivo per verificare l’avvenuto svuotamento o meno della cavità uterina.

Già alla terza ora dall’applicazione di gemeprost si è osservata in 24 pazienti buona dilatazione cervicale (5-6 mm) con espulsione incompleta del prodotto del concepimento e modesto sanguinamento; in altre 4 donne la dilatazione è avvenuta alla V ora con espulsione totale e modesto sanguinamento.

In 2 donne non si è determinata alcuna modificazione apprezzabile dopo 5 ore e si è proceduto ad isterosuzione previa dilatazione con sonde di Egar.

Il sulprostone ha dato esiti in 21 donne dopo 4-5 ore dalla somministrazione con modesta dilatazione del canale cervicale – mediamente 4 mm -, distacco del prodotto del concepimento e modesto sanguinamento. In altre 8 donne dopo 5 ore non si è manifestata dilatazione alcuna né sanguinamento; in una si è avuto modico sanguinamento.

Entrambe le molecole hanno fatto registrare qualche caso di nausea e/o cefalea.

TABELLA I – Esito dell’applicazione in 30 pazienti di 1 candeletta di Cervidil.

Dilatazione Cervicale

Espulsione del concepito

Sanguinamento

Dopo 3 ore

24 pazienti: 5-6 mm

Incompleto

Modesto

Dopo 5 ore

4 pazienti: 5-6 mm

Completa

Modesto

2 pazienti: non significativa

Mancata

Assente

TABELLA II– Esito dell’iniezione i.m. In 30 pazienti di una fiala di Nalador 500.

Dilatazione Cervicale

Espulsione del concepito

Sanguinamento

Dopo 3 ore

21 pazienti: 4-5 mm

Completa

Modesto

Dopo 5 ore

8 pazienti: non significativa

Mancata

Assente

1 paziente: non significativa

Mancata

Modico

Il gemeprost dunque ha mostrato una più pronta e valida azione dilatante con modesta attività miocontrattile verificata dal distacco parziale del prodotto del concepimento, laddove il sulprostone – quando ha dato risposta – ha manifestato migliore contrazione uterina, essendosi avuto il distacco completo dell’uovo in toto e modica emorragia, previa dilatazione del canale cervicale.

Potendo disporre di una intera giornata di ricovero, e quindi anche di poter ripetere la somministrazione di gemeprost o di sulprostone, laddove necessario, si conseguirebbero dunque le condizioni ideali di interruzione di gravidanza: dilatazione cervicale farmacologica, espulsione pilotata dell’uovo, assenza di revisione cavitaria.

Finché l’esigenza di interruzione gravidanza non sposerà la disponibilità della donna gravida a restare ospedalizzata un giorno pieno, e finché non si adegueranno le strutture pubbliche sanitarie di organici e mezzi preposti a al fine, l’induzione farmacologica dell’aborto, per applicazione della Legge 194, resta una metodica ideale, ma non realizzabile.

Riassunto (a cura di Luigi Langella). L’induzione farmacologica dell’aborto, nell’applicazione della Legge 194, non sarà realizzabile finché la donna gravida non accetterà di restare ospedalizzata per un’intera giornata, e finché le strutture sanitarie non saranno disponibili di operatori, mezzi e luoghi appositamente attrezzati.

Tanto emerge dalla somministrazione di gemeprost e di sulprostone ciascuno a un gruppo di trenta donne utenti del nostro Ospedale per l’interruzione volontaria di gravidanza.

Written by langellaluigi

02/04/2012 a 4:25 pm

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