Ginecologo Luigi Langella – Blog

Blog ufficiale

Luigi Langella, ginecologo, sui nuovi mezzi diagnostici

leave a comment »

Gli effetti del progesterone sullo striscio vaginale in gravidanza si esprimono attraverso le cellule nevicolari e la percentuale di cellule squamose. Sebbene nessuna valutazione citologica sia di natura quantitativa, sembra ci sia una buona correlazione tra il quadro citologico e i valori di escrezione di pregnanediolo (Burton e Wachtel, 1967). Noi (l’equipe di 6 medici che include Luigi Langella) parliamo di “un buon effetto del progesterone” quando vi sono almeno dieci cellule per ogni ammasso e di “discreto effetto del progesterone” se gli ammassi contengono da tre a nove cellule. In questi strisci di solito, vi sono meno del 5% di cellule superficiali. Si fa diagnosi di “scarso effetto di progesterone” quando non vi sono cellule nevicolari, poche o nessuna cellula ammassate e più del 10% di cellule superficiali. Maggiormente è proliferativo l’aspetto dello striscio – cioè tanto maggiore è il numero di cellule superficiali – tanto più significativa è la carenza di progesterone.

Quali sono le innovazioni nella citologia vaginale, un report di Luigi Langella

Nel primo trimestre di gravidanza sono meno frequenti variazioni del quadro morfologico e importanti variazioni della norma indicano una seria minaccia alla prosecuzione della gravidanza, spesso con diversi giorni di anticipo rispetto ai sensi clinici di minaccia di aborto. E’ consigliabile quindi eseguire ripetuti esami citologici a brevi intervalli in donne che abortiscono abitualmente, specialmente tra la 10ª e la 12ª settimana. Vale la pena di sottolineare comunque, che anche gravi carenze di progesterone possono correggersi spontaneamente.

La citologia in caso di minaccia d’aborto

La minaccia d’aborto è una diagnosi clinica basata sulla presenza di sanguinamento uterino e di contrazioni uterine non dolorose. Varie sono le cause di questa condizione, e solo una parte di queste sono dovute ad un’insufficiente funzione placentare. Per questo motivo i quadri morfologici possono mostrare gli effetti del progesterone adeguati o inadeguati: la citologia è dunque un metodo assai conveniente per stabilire se è implicato o meno un fattore ormonale, tipo disfunzione placentare. Il solo reperto sempre presente negli strisci vaginali di pazienti in cui si manifesta una minaccia d’aborto, è la presenza di sangue. Sebbene anche una grave carenza di progesterone possa risolversi spontaneamente in alcune donne, è un fatto che la frequenza con cui si verificano gli aborti è proporzionata all’inadeguata produzione di progesterone.

Quando una minaccia di aborto diventa inevitabile, si osservano spesso cellule endometriali nello striscio, isolate o ammassate. Per quanto cellule endometriali non siano costantemente presenti in tal casi la loro individuazione è sempre un cattivo segno prognostico, cui segue di regola l’aborto entro 24 o 72 ore, indipendentemente dagli effetti ormonali.

Questo articolo fa parte di una ricerca curata da uno staff di 6 medici di cui fa parte il ginecologo Luigi Langella.

Written by langellaluigi

12/01/2012 a 4:36 pm

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: